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Avvocati amministrativisti: semplificazione, partecipazione.
L’Unione nazionale degli avvocati amministrativisti (UNAA), riunita a Trieste, riflette sui nuovi paradigmi della professione.
Si è aperto il 24 ottobre a Trieste l’VIII Congresso dell’Unione nazionale degli avvocati amministrativisti (UNAA), occasione di confronto su un tema cruciale: come restituire centralità ai diritti di cittadini e imprese in un sistema amministrativo che, in nome dell’efficienza e del contenimento dei costi, rischia di sacrificare la tutela giuridica.
Dopo i saluti istituzionali — del presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, del sindaco Roberto Dipiazza e del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani — il presidente UNAA, Orazio Abbamonte, ha aperto i lavori ricordando il compianto prof. Mario Sanino e richiamando la “crisi profonda” che attraversa il diritto amministrativo in un tempo di sfiducia nel diritto come strumento di equilibrio tra potere pubblico e diritti del singolo, nel quale i cittadini sono sempre meno titolari di diritti e sempre più utenti di servizi condizionati alle compatibilità economiche.
L’efficienza, ha ammonito il presidente UNAA, è diventata «un alibi» che marginalizza partecipazione e garanzie. Di fronte alla crescente rinuncia dei cittadini a ricorrere al giudice, scoraggiati da tempi, costi e probabilità di successo occorre “guardare oltre il processo”, puntando sulla fase del procedimento come nuovo terreno di tutela.
«L’avvocato deve diventare interlocutore attivo nella formazione della decisione pubblica, non solo difensore postumo».
Il primo panel, coordinato dal segretario UNAA Patrizio Leozappa, ha affrontato il tema “La semplificazione amministrativa tra obiettivi, criticità e ricadute economiche”, con interventi del prof. Marcello Clarich e della presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio Lilia Cavallari. Leozappa ha definito la semplificazione «una leva strategica per la crescita economica», ma ha avvertito: «Ridurre tempi e adempimenti non deve significare ridurre le garanzie. Serve un giudice amministrativo co-protagonista della semplificazione, capace di un’interpretazione funzionale delle norme».
Nel secondo panel, l’Avv. Domenico Iaria, insieme all’Avv. Prof. Fabio Cintioli ed al Consigliere di Stato Dott. Oberdan Forlenza ha affrontato il tema del “principio del risultato”. L’amministrazione per risultati: obiettivi misurabili, responsabilità e verifiche. Chi, come e con quali garanzie stabilisce che il risultato sia stato davvero raggiunto?
Nel pomeriggio è intervenuto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha richiamato all’equilibrio tra principio di sinteticità degli atti giudiziari ed intelligente efficienza. Sisto ha anche invitato alla prudenza nell’uso dell’IA da parte dei giudici.
Tema, quello dell’IA, che è stato al centro del panel su “Discrezionalità amministrativa e intelligenza artificiale”, coordinato dalla vicepresidente UNAA Daniela Anselmi, con interventi del dott. Raffaele Tuccillo (TAR Lazio) e della dott.ssa Chiara Giacomantonio (AgID), chiamati a misurarsi in ordine alla questione della “discrezionalità amministrativa” alla prova dell’intelligenza artificiale.
Il quarto panel, coordinato dall’avv. Maria Beatrice Miceli, ha affrontato “Il ruolo dell’avvocato amministrativista nell’assistenza alla partecipazione al procedimento”, con gli interventi degli avvocati Alessandro Dal Molin, Alessandro Veronese e Antonella Trentini.
La giornata si è chiusa con gli interventi della Scuola UNAA (avv. Stefano Bigolaro) e del Comitato tecnico-scientifico (avv. Stefano Gattamelata), seguiti dalla presentazione e votazione delle mozioni congressuali.



